Torna indietro Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre 1925. Cresce in una Sicilia vivace ma complessa, ricca di contraddizioni, che diventerà la matrice profonda della sua immaginazione narrativa. Dopo gli studi si trasferisce a Roma, dove frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Qui sviluppa il suo interesse per il teatro e inizia a lavorare come regista, sceneggiatore e funzionario della RAI, contribuendo alla nascita della televisione italiana e curando adattamenti teatrali e programmi culturali. Per molti anni la sua attività principale rimane quella teatrale e televisiva; solo in età più matura Camilleri si dedica con maggiore intensità alla narrativa. Il successo arriva a partire dagli anni Novanta con la creazione del commissario Salvo Montalbano, protagonista di una lunga serie di romanzi ambientati in Sicilia, in una città immaginaria che riflette luoghi, atmosfere e dinamiche della sua terra d’origine. Il suo stile mescola italiano, siciliano e invenzione linguistica, dando vita a una voce unica che conquista lettori in tutto il mondo. Nel corso della sua vita Camilleri pubblica decine di romanzi, racconti e saggi, diventando uno degli scrittori italiani più amati e riconosciuti del Novecento e degli inizi del nuovo millennio. Pur vivendo a Roma, rimane sempre profondamente legato alla Sicilia, che diventa il cuore narrativo della sua produzione. Muore il 17 luglio 2019, lasciando un patrimonio letterario immenso e una figura culturale che continua a ispirare lettori, studiosi e appassionati di tutto il mondo. Legame con Enna Documenti e materiali storici Il rapporto fra Camilleri ed Enna è intenso e significativo. Ecco come e perché: Dopo la guerra (nel dopoguerra) Camilleri visse per un periodo — precisamente tra il 1946 e il 1948 — nella città di Enna. All’epoca abitava “in due misere stanzette prive di riscaldamento”, condizioni economicamente modeste. Per combattere il freddo, iniziò a frequentare la biblioteca comunale di Enna, diretta dall’avvocato Fontanazza. Entrò lì “per il tepore delle stufe”, e viene proprio questo ambiente che definì “tesoro”: grazie ai libri e alla disponibilità del direttore, Camilleri poté conoscere le opere di autori locali poco noti, come Nino Savarese e Francesco Lanza — un’esperienza che lo segnò profondamente come scrittore. In quegli anni conobbe anche lo scrittore che si firma Franco Enna (vero nome Franco Cannarozzo), che fu per lui amico e collega di generazione. Camilleri ricorderà sempre quegli anni “ennesi” come determinanti: lui stesso ha dichiarato di essere “formato come scrittore” in quelle due stanzette e tra quegli scaffali di biblioteca. In occasione del centenario della sua nascita (2025) si è tornato a raccontare questo periodo, considerandolo una delle tappe fondamentali della sua formazione. Insomma: Enna non è solo una tappa transitoria, ma un “luogo di formazione”, un passaggio che ha dato a Camilleri le fondamenta per diventare scrittore. Nella città di Enna non sono conservate opere manoscritte di Camilleri, ma la Biblioteca comunale e le raccolte locali custodiscono diverse edizioni dei suoi libri, dai romanzi del commissario Montalbano alle opere storiche, teatrali e saggistiche. Sono presenti anche materiali divulgativi, come biografie, studi critici e volumi che analizzano la sua produzione letteraria, utili per approfondire il suo stile e la sua evoluzione narrativa. Inoltre, nei fondi locali si trovano articoli, ritagli di giornale e documenti che testimoniano il forte legame dell’autore con la Sicilia e il suo impatto sulla cultura contemporanea. Questi materiali permettono di comprendere meglio il suo percorso creativo e la fortuna critica che ha accompagnato la sua carriera. Torna indietro