Torna indietro Nino Savarese, nato a Enna il 5 ottobre 1882, è stato uno degli scrittori siciliani più originali del Novecento. Dopo gli studi in giurisprudenza, intraprende la carriera amministrativa come funzionario dello Stato, lavorando in diverse città italiane. Parallelamente, sviluppa un forte interesse per la letteratura, per la storia e per la riflessione civile. La sua produzione letteraria è ampia e varia: comprende romanzi, saggi, racconti, opere teatrali e interventi giornalistici. Savarese è noto per uno stile elegante, ironico e profondo, sempre attento agli aspetti psicologici e morali dell’uomo moderno. Tra gli anni Venti e Quaranta raggiunge una certa notorietà nei circoli culturali italiani, collaborando con riviste e case editrici importanti e pubblicando opere che esplorano la condizione umana, la memoria, il potere e l’etica sociale. Visse a lungo fuori dalla Sicilia, ma mantenne sempre un forte legame intellettuale con la sua terra. Morì a Roma nel 1945, lasciando un’eredità letteraria raffinata e ancora oggi oggetto di studi e riscoperte. Legame con Enna Documenti e materiali storici Enna rappresenta per Nino Savarese non solo il luogo natale, ma la matrice profonda della sua visione letteraria. Le atmosfere, i paesaggi e le figure umane della Sicilia interna tornano frequentemente nei suoi romanzi: campagne, villaggi, tradizioni, riti civili e religiosi diventano scenari simbolici che definiscono l’identità dei suoi personaggi. Savarese contribuì attivamente alla vita culturale ennese: è documentata la sua partecipazione al Lunario Siciliano, pubblicazione che raccoglieva testi, immagini e riflessioni sul territorio. La città continua oggi a rendergli omaggio attraverso eventi, studi, intitolazioni e approfondimenti dedicati alla sua figura.Il suo legame con Enna è quindi duplice: biografico e letterario, concreto e profondamente emotivo. La città di Enna custodisce un patrimonio significativo legato alla figura di Nino Savarese, raccolto nel fondo a lui dedicato e conservato nella Biblioteca Comunale, oggi ospitata a Palazzo Chiaramonte. Il materiale proviene in buona parte dalla biblioteca personale dello scrittore e comprende un insieme vario e prezioso di documenti che permettono di ricostruire la sua attività letteraria e il suo rapporto con la città. All’interno del fondo sono presenti prime edizioni dei suoi romanzi e delle sue opere narrative, come Gatteria, Malagigi, Rossomanno e altri titoli pubblicati tra gli anni Venti e Quaranta. Accanto ai volumi a stampa, la biblioteca conserva manoscritti, dattiloscritti, appunti preparatori e materiali di lavoro che testimoniano il processo creativo dello scrittore. Una parte importante del fondo è costituita dalla corrispondenza personale, attraverso la quale è possibile seguire i suoi rapporti con editori, intellettuali e istituzioni culturali del suo tempo. Il patrimonio comprende anche una sezione iconografica con fotografie, ritratti e materiali grafici. Tra questi spiccano alcuni bozzetti e un ritratto pittorico realizzato da Renato Guttuso, testimonianza del legame tra Savarese e uno dei più grandi pittori siciliani del Novecento. Completano il fondo ritagli di giornale, articoli, recensioni e documenti amministrativi che raccontano la fortuna critica dell’autore e la ricezione della sua opera nel corso del tempo. Ritratto di Nino Savarese – attribuito a Renato Guttuso, datato alla fine degli anni ’30. Si tratta di un’opera di grande valore culturale, custodita negli spazi della biblioteca e considerata uno dei rari ritratti pittorici dello scrittore. Fondi e pubblicazioni dedicate alla sua produzione letteraria, tra cui prime edizioni e studi critici che ricostruiscono il suo rapporto con il territorio. Materiali collegati al “Lunario Siciliano”, rivista cui Savarese contribuì e che rappresenta un importante tassello della storia letteraria ennese. Torna indietro